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martedì 29 dicembre 2009

La decadenza dell'Occidente e la speranza del 2010

Il 2010 sarà un anno molto importante per tutti i governi Occidentali e per quanto ci riguarda per il governo italiano. Se fossi Berlusconi sarei molto felice di poter governare in questo periodo: è nei momenti di crisi che i duri cominciano a giocare e dimostrano veramente le proprie capacità. Ho più volte ricordato l'esempio di grandi personaggi, Thatcher e Reagan in primis, che con lungimirante follia, determinazione, cuore e con la giusta dose di benedizione della dea bendata sono riusciti a portare alla grandezza i rispettivi Paesi, un tempo moribondi vittime dell'assistenzialismo e della mentalità statalista. Il nostro Paese non ha mai conosciuto le politiche della Thatcher e di Reagan. Mentre negli anni 80, Stati Uniti, Inghilterra e altri Paesi prendevano il volo verso le grandi riforme, noi attraversavamo il periodo della corruzione e dell'immobilismo del governo. In Italia non è mai esistito un "governo-Thatcher" e quando sento l'opposizione italiana rimproverare il governo Berlusconi di essere un governo liberista e capitalista mi viene da ridere e penso: ma magari! Se Berlusconi facesse le riforme "thatcheriane" probabilmente gli costruirei una statua d'oro in Piazza del Popolo. Recentemente ha dichiarato che nel 2010 farà le riforme; io rispondo che noi siamo qui ad attenderle e soprattutto a sperare che siano coraggiose, sperando che Berlusconi possa essere più simile alla Thatcher che al divo Andreotti, verso il quale provo simpatia e anche stima per il suo stile, ma di certo non sono un affezionato del suo modo di intendere la politica e soprattutto del suo modo di governare. Mentre scrivo questo post stavo pensando al fatto che il ministro degli esteri dell'Iran ha minacciato Londra, dicendo che se continua a interferire sulle vicende iraniane l'Iran reagirà e "tirerà un pugno in bocca" a Londra. Onestamente, ma ve lo immaginate una trentina di anni fa che questo tizio rivolgeva queste parole all'Inghilterra? Probabilmente una ventina di secondi dopo si sarebbe trovato sotto casa l'esercito britannico e avrebbe dovuto chiedere scusa e fare penitenza per qualche annetto! Siamo arrivati ad un punto di svolta, il 2010 deve essere un anno di rilancio per l'Occidente, sotto il profilo economico e politico. Un ministro di un Paese inferiore militarmente ed economicamente non può permettersi di dire certe cose, la strategia delle chiacchiere di Obama è chiaramente fallimentare. Siate onesti: se ci fosse la Thatcher l'Iran non si sarebbe posto in questa maniera. Non solo, ci mancava solo che Putin con il pretesto dello scudo americano si pronunciasse in favore dell'aumento delle armi offensive "per avere maggiore aggressività in economia e politica". Se ci fosse Reagan non solo non lo avrebbe mai detto, ma non lo avrebbe neanche pensato. Per quanto i nostri rapporti con la Russia sono ottimi e diversi da quelli di un tempo. L'Occidente è caduto in un periodo di decadenza e deve trovare la forza di riprendersi il mondo. I sintomi della decadenza dell'Occidente stanno non solo nella crisi economica, ma anche dal fatto che alcuni Paesi, vedi Iran, Russia, Cina non hanno più paura di noi, e chiaramente vedendoci in crisi alzano la testa e tirano la corda, fino a quando permetteremo questo atteggiamento?

sabato 19 dicembre 2009

Come uscire dalla crisi, i grandi dell'economia ed il cuore di Reagan

Per comprendere il post, dovreste farmi la cortesia di guardare il video che ho proposto dopo aver letto il post, altrimenti perdete il fascino della discussione! Direttamente o indirettamente abbiamo sofferto quasi tutti in questi due anni, inutile negarlo. Chi non ha incontrato parenti o amici che sono in difficoltà perchè non trovano lavoro o risparmiatori altrettanto disperati per il crollo dei mercati azionari? Dal crollo dei mercati azionari al fallimento di molte banche importanti dall' aumento delle perdite nei bilanci delle aziende all'aumento della disoccupazione e alla riduzione degli investimenti. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Abbiamo anche osservato aumento del tasso di risparmio. E' da qui che voglio partire senza fare un ragionamento analitico o grafico che può risultare sgradevole ai più, ma cercando con parole semplici di presentare delle visioni alternative di grandi economisti, come Keynes e Friedman, che con differenti ma comunque affascinanti teorie, possono aiutare i governi a formulare delle strategie adatte per far riprendere l'economia. E' bene precisare, come vedremo in seguito, che nessuna teoria ha valenza assoluta; ogni Paese ha una sua storia e un suo sistema economico. Le strategie che analizzeremo hanno sempre valenza relativa. Partiamo dal tasso di risparmio. Dal 2007 ad oggi il tasso di risparmio delle famiglie è aumentato in virtù del sano principio che in tempi di crisi si stringono i denti, si eliminano gli sprechi e si cerca di fare cassa. Chiaramente il risparmio è inversamente proporzionale al consumo. Ergo, se le famiglie in quasi tutto il mondo in questi due anni hanno cercato di risparmiare di più, avranno consumato di meno. Dal lato delle imprese il ragionamento può essere complesso in quanto in un primo periodo abbiamo osservato la riduzione dell'output e un aumento dell'inflazione ed alcuni economisti tempo fa hanno temuto il fenomeno della stagflazione. Il quadro attuale non è chiaro, in quanto abbiamo osservato un periodo successivo di deflazione e ora invece tornano i primi segnali di una timida inflazione. Ma non è sul lato dell'offerta che dobbiamo soffermarci. Partiamo dalla domanda invece. Le banche centrali, in primis la Fed, hanno cercato di stimolare gli investimenti ed i consumi riducendo drasticamente il livello dei tassi d'interesse che negli Usa ricordiamo, sono prossimi allo zero. Qual è il problema di questa strategia? Come diceva Keynes è possibile portare un cammello all'abbeveratoio ma non lo si può costringere a bere. E' possibile che con la presenza dei tassi di interesse a livelli quasi nulli, il beneficio di detenere moneta sarà molto più alto del costo opportunità sugli investimenti alternativi e pertanto la gente potrebbe essere ancora più incentivata a risparmiare. Pertanto la strategia di riduzione dei tassi d'interesse può essere molto pericolosa e controproducente per il sistema economico; in una situazione appena descritta le banche centrali non possono più stimolare la domanda tramite la riduzione dei tassi d'interesse. Questa situazione viene definita come la trappola della liquidità. Keynes suggerisce che in questo caso i governi possono intervenire per far ripartire il sistema economico tramite la politica fiscale che può intervenire anche sul lato dell'offerta, ovvero aumentando la spesa pubblica e riducendo il livello generale delle tasse per far aumentare l'output. Tuttavia, la geniale intuizione di Keynes incontra uno scoglio importante che è quello del debito pubblico; una politica fiscale accomodante può aumentare il debito pubblico degli Stati, e ciò può provocare degli effetti negativi soprattutto nei confronti degli Stati che hanno già un debito pubblico elevato, pensiamo per esempio all'Italia. Inoltre una riduzione delle tasse oggi potrebbe non avere degli effetti sulla domanda in quanto i consumatori potrebbero essere ulteriormente incentivati al risparmio temendo un aumento delle tasse nel futuro. Osservati i limiti della teoria keynesiana, il grande economista premio nobel per l'economia Paul Krugman osserva come la situazione descritta nella trappola della liquidità si verifica nel momento in cui la domanda si attende una crescita negativa dell'economia, ergo i consumatori risparmiano di più per poter consumare maggiormente quando il loro reddito sarà più basso. Allora cosa fare per disincentivare il risparmio? Semplicemente è possibile ridurre il tasso d'interesse reale che può essere ridotto creando delle aspettative positive riguardo il tasso d'inflazione e quindi dei prezzi futuri; una proposta che può essere rivista seppur in toni diversi negli scritti di politica monetaria del grande economista Milton Friedman. Queste dunque le linee guida da tenere per le banche centrali ed i governi nazionali. Ma oltre ad una corretta politica monetaria e fiscale, di cosa hanno bisogno i Paesi Occidentali per uscire fuori da questa crisi? Elencate le soluzioni di politica fiscale e monetaria, un'arma importante per uscire fuori dalla crisi si trova nel cuore delle persone. Avete capito bene, nel cuore. Serve fiducia, serve speranza, servono i valori. Il popolo Occidentale deve tornare a sperare, deve ricordare la sua vera identità. Se noi ci scordiamo ciò che siamo riusciti a raggiungere, non troveremo mai la nostra identità. Senza le persone, senza le azioni dei singoli individui, una corretta politica fiscale e monetaria non serve, è auspicabile ma non sufficiente. Viviamo in una società persa, abbandonata a se stessa, che non ha sentimenti di patriottismo, che non ha più amore verso il prossimo, che non ha più speranza, che non crede più in nulla. Viviamo in una società dove manca il rispetto, verso se stessi e verso gli altri. Dalla crisi attuale, non ci salverà Obama ne soprattutto la sua concezione della società e dell'economia, per quanto possa essere intellettualmente onesta e condivisa da molte persone. Ma noi ci salveremo da soli, quando un bel giorno ci alzeremo dal letto e capiremo il valore di essere uomini e donne libere, quando capiremo che se noi vogliamo, possiamo conquistare il mondo. Nella crisi presente, la soluzione sta solo dentro di noi. Basterebbe che domani noi tutti, quando usciamo di casa ci impegnassimo a credere in noi stessi e nelle nostre forze, basterebbe solo questo. Senza questi valori, senza la forza dell'ottimismo e della capacità di ogni singolo individuo di credere nel sogno di un futuro migliore per tutti, nessun governo potrà mai aiutarci, dobbiamo aiutarci da soli. Solo con la fiducia in noi stessi, e con l'orgoglio di essere uomini liberi, il mercato magicamente interverrà e il sistema economico comincerà a ripartire. Lo Stato non esiste in se, esistono gli individui, esistiamo noi, dobbiamo trovare il coraggio di credere nei valori positivi della nostra società. Crediamoci allora, crediamo in noi stessi. Ciò che può fare un uomo, lo possiamo fare anche noi. Ecco allora, guardando il video, un grande personaggio della nostra storia recente, che ci ha lasciato un messaggio di speranza e di libertà, che può esserci di aiuto durante questi giorni difficili, anzi è proprio adatto alla drammatica situazione che stiamo vivendo. Che Dio benedica sempre la mia Italia, buona visione:

domenica 13 dicembre 2009

The political economy of laissez-faire: analysis of Reaganomics

"Only by reducing the growth of government can we increase the growth of the economy" said Ronald Reagan in 1981. He wanted to change the course of U.S. economic policy giving more freedom to people. His program was based on four policy objectives: reduce the growth of government spending, reduce the marginal tax rates, deregulation and at the end reduce inflation by controlling the growth of the money supply. This economic program was called "Reaganomics". At first, the inflation-adjusted declined from 4% during the Carter administration to 2,5% during the Reagan administration, despite the increase of the defense spending. So, federal spending was 22,9% of GDP in 1981 and declined to 22,1% of GDP in 1989. As for the cut of taxes the result was brilliant: the top marginale rate on individual income was reduced from 70% to 28% and the corporate income tax rate was reduced from 48% to 34%. Moreover most of the poor were exempted form the individual income tax. So, the government approved a package of investment incentives and the combination of this measure reduced the federal revenue share of GDP from 20% in 1981 to 19,2% in 1989. As far deregulation, Reagan eased price controls on natural gas, oil, cabl TV and so on. The monetary policy was also very successful; Real GDP increased at a 1,8% rate during the Reagan administration (only 0,8% during Carter administration) and the increase in productivity growth was even higher: the output per hour in the business sector increased at a 1,4% in the Reagan years and it was costant during Carter administration. Remember also that productivity in the manufacturing sector increased at a 3,8% annual rate, a record. The unemployment rate declined from 7% in 1980 to 5,4% in 1988 and also the inflation rate declined from 10,4% in 1980 to 4,2%. This was an incredible result because proved that there is no long-run trade-off between the unemployment rate and the inflation rate. Another important result of Reaganomics was that the share of the income tax burden borne by the top 10% of taxpayers increased from 48% in 1981 to 57,2% in 1988 and the share of income taxes paid by the bottom 50% of taxpayers dropped form 7,5% in 1981 to 5,7% in 1988; so the criticism that with Reaganomics the tax payments of the rich taxpayers would fall, failed. Cutting taxes caused the growth of individual income tax revenues from $244 billion in 1980 to "446 billion in 1989. At the end of the Reagan administration, the U.S. economy had experienced the longest peacetime expansion ever and the period of stagfation and malaise of 1973-1980 was transformed by the Reaganomics into a sustained period of higher growth and lower inflation.

sabato 5 dicembre 2009

In difesa di Silvio Berlusconi

Mi chiedo da cosa derivi l'odio. Noi tutti a volte, proviamo odio verso qualcuno, verso qualcosa. Non riesco proprio a capire l'atteggiamento di certa opposizione verso Silvio Berlusconi. Io stesso, in alcuni post, esprimo il mio dissenso su determinati provvedimenti che il governo prende o magari cerco di sollecitarlo a fare quelle riforme che credo possano essere utili al Paese. Ma mai con l'odio. Anzi, chiariamo, a me Berlusconi piace. Voglio dire, è simpatico, sarebbe di sicuro il mio migliore amico. E' una persona ironica, ci sa fare, è capace con le donne e pare sia leale con gli amici veri. Cosa si vuole di più? Come si fa ad odiarlo? La cosa che mi fa tristezza è l'odio che l'opposizione, o meglio, parte dell'opposizione, prova verso quest'uomo. A volte dimenticate che è un uomo signori, è un vostro fratello. Odiano Berlusconi probabilmente perchè non riescono a contraddirlo sul piano politico, oppure perchè nel 1994 l'ha messa nel sedere a un pò di persone, diciamolo: alcuni vorrebbero vederlo morto perchè hanno perso la possibilità di governare l'Italia nel 1994. E l'invidia ci può stare, per carità. Ma la degenerazione non è accettabile. Ancora oggi, mentre presunti pentiti di mafia ritenuti credibili da parte dell'opposizione (come si fa a ritenere credibile uno che scioglie i corpi nell'acido?) parlano del "grande" accordo che la "mafia" ha fatto con Berlusconi per fare le stragi (ahahah!) il governo Berlusconi fa arrestare dei signori importanti legati alla mafia. Per onestà, è bene ricordare ai lettori alcuni risultati che Berlusconi ha messo in campo contro la mafia. Nel governo Berlusconi del 2001 (si veda la legge 438 del dicembre 2001, la legge 431 del dicembre 2001, la legge 1 del gennaio 2003, la legge 279 del 2002 di modifica dell'articolo 41 e 41 bis della legge 354 del 1975) è stato reso permanente il carcere duro per i mafiosi e per i terroristi e sono stati fatti i seguenti arresti : 344 pericolosi latitanti (143 in Campania, 28 in Puglia, 104 in Sardegna e 69 in Sicilia). Sono stati sequestrati i seguenti beni: 4829 beni mafiosi (416 in Campania, 947 in Puglia, 405 in Sardegna, 3061 in Sicilia). Sono stati confiscati i seguenti beni: 3048 beni mafiosi (298 in Campania, 987 in Puglia, 594 in Sardegna, 1169 in Sicilia). Sono stati altresi sciolti i seguenti consigli comunali: 7 in Campania, 9 in Sardegna e 7 in Sicilia. Nelle leggi finanziarie 2002,2003 e 2004 sono stati forniti 63 milioni di euro alle forze dell'ordine per le telecomunicazioni ed il supporto telematico, 40 milioni di euro per il controllo aereo della qualità dell'ambiente e per riorganizzare le strutture penitenziarie, 1308 milioni di euro per la dotazione e l'aumento degli stipendi delle forze dell'ordine e 570 milioni di euro per il completamento della sostituzione dei carabinieri ausiliari. Durante il governo Berlusconi del 2001 sono state arrestate 200 persone per terrorismo islamico e più di 120 terroristi interni fra i quali i brigatisti dell'assassinio di Biagi e D'Antona. Sono state inasprite le pene per la tratta di persone, da 8 a 20 anni di carcere con 214 arresti e 286 soggetti indagati. Confrontando il periodo 1998-2001 e il periodo 2001-2004 gli omicidi della mafia sono calati del 17%, gli omicidi in generale dell'11%, gli atti di contrabbando del 93% e cosi tutti i reati sono drasticamente calati. Sempre nello stesso periodo, i clandestini espulsi sono aumentati del 50% circa e gli sbarchi sono calati del 51%. 24 mili siti monitorati per il contrasto alla pedofilia con 60 arresti e 3000 fra denunce e perquisizioni. Nel governo Berlusconi del 2008, è in un anno di governo, è stato inasprito il regime di carcere duro (41 bis) ed aumentato di 4 anni. Chi appartiene alla mafia dovrà scontare due anni in più rispetto a quelli previsti dalla legge. Il reato di associazione mafiosa è esteso anche alle organizzazioni criminali straniere. I mafiosi che vengono arrestati non potranno usufruire del gratuito patrocinio. Sono stati aumentati in un importo pari a 30 milioni di euro le risorse per i familiari delle vittime della mafia. Nel 2008 sono triplicati i beni sequestrati rispetto al 2007 e sono riutilizzati e resi disponibili per le forze dell'ordine. Coloro che uccidono un agente in servizio da ora avranno l'ergastolo. Rispetto ai 18 mesi precedenti, sono state fatte 377 operazioni di polizia giudiziaria (+53%) ovvero 80 Cosa Nostra, 90 'Ndrangheta, 148 Camorra, 59 Criminalità Pugliese, 3630 arresti (+22%), ovvero 916 Cosa Nostra, 751 'Ndrangheta, 1465 Camorra, 498 Criminalità Pugliese, latitanti in arresto 282 (+87%), beni sequestrati 10089 (+56%) con un valore di 5.629 milioni di euro, beni confiscati 2673 (+364%) con un valore di 1.753 milioni di euro. I consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose dall'inizio della legislatura sono pari a 12, e le somme recuperate per il fondo unico di giustizia recuperate al 31 ottobre 2009 sono pari a 665,7 milioni di euro.

Questo era dovuto a Silvio Berlusconi e al suo governo. Escludo che in Italia abbiamo avuto un governo che ha avuto tanti risultati nel contrasto al crimine organizzato. Questo governo è guidato da Silvio Berlusconi, una persona che da 14 anni deve difendersi da calunnie, una persona che dovrà dare 30 milioni di euro al mese alla ex moglie, una persona che viene ridicolizzata dal cofondatore del suo partito, una persona che non aveva il papi ricco, una persona che è accusata di aver fatto tutto, tranne forse le guerre puniche! Provate voi a vivere quotidianamente guardando in faccia persone che a prescindere vi considerano per esempio degli stupratori, come fareste? E soprattutto, se voi siete innocenti, cosa provereste? Come potreste vivere? Silvio Berlusconi non sarà perfetto, ne sarà un santo, cosi come perfetto non è il suo governo. Ma le critiche ed i contrasti vanno indirizzati nei confronti dell'operato del governo, e non nei confronti della vita privata dell'individuo. Perchè l'opposizione deve essere in grado di produrre idee e programmi alternative e deve sconfiggere sulla base delle proposte di governo serie l'avversario. Mi chiedo, se la mafia è "alleata" con Berlusconi, come mai dal 1994 ci sono "pentiti" mafiosi che fanno di tutto per far crollare Berlusconi? Se io fossi un mafioso amico del premier non permetterei la presenza di persone che infangano il mio amico premier. Non sarà mica che la mafia è alleata di qualche altro partito? Vuoi vedere che alla fine Berlusconi è l'unico che non ha rapporti con la mafia e che invece altri partiti che si fingono moralmente puliti sono amici della mafia? Mi chiedo, è un caso che l'unico governo in Italia che ottiene risultati importanti contro la mafia, guidato da Berlusconi, guarda un pò ha contro molti poteri forti, fra i quali i "pentiti" di mafia? Io non sono in grado di rispondere, ma vi invito a riflettere. Intanto, Berlusconi risponde alle chiacchiere, facendo arrestare due boss importanti di Cosa Nostra. Proprio una cosa da mafioso, saluti Don Silvio!

Silvio Berlusconi e le tasse

Uno degli errori più grandi che una persona può fare durante la sua vita è quello di criticare l'operato altrui senza promuovere delle idee alternative che siano credibili. La credibilità delle idee alternative che vengono proposte è condizione necessaria per poter criticare l'operato dell'interlocutore. E qual è la scienza che più di tutte rende credibile una tesi? La matematica naturalmente. Diceva il mio professore che la matematica è un'opinione con obbligo di coerenza. Per quanto mi riguarda, ho sempre parlato di Silvio Berlusconi e del suo governo nel merito dei fatti e dei provvedimenti assunti e non. Cerchiamo ora per quanto ci è possibile, di parlare della politica economica del governo. Partiamo dalla pressione fiscale, che secondo l'Ocse nel 2008 in Italia è pari al 43,2% del Pil, mentre era pari al 43,5% nel 2007. Cosa sta facendo dunque il governo Berlusconi per mantenere la promessa di ridurre la pressione fiscale al 40% alla fine del suo mandato, ovvero nell'Aprile del 2013, senza aumentare il debito pubblico, che nel 2013 è stimato pari al 117,7%? In primo luogo, la vedo dura per Silvio mantenere questa promessa. Nella programmazione economico-finanziaria del 2009-2013 è stimata una pressione fiscale pari al 42,6% nel 2013, che sarebbe già un fallimento della sua promessa ma a mio modesto parere sarà molto difficile che nel 2013 la pressione fiscale sarà pari al 42,6%, dovrebbe essere più alta dato che già è saltata la previsione del governo sulla pressione fiscale del 2008 (stimata 42,8%, risultato 43,3%). Chiaramente il mio augurio è che Berlusconi possa portarla al 35% la pressione fiscale nel 2013! Ma per farlo, servono riforme coraggiose stile Thatcher, e stando a ciò che leggo, non è intenzione del governo farle, per il momento s'intende. La speranza è l'ultima a morire. Nella programmazione economico-finanziaria del 2010-2013 le mie piccole analisi vengono confermate, e il target della pressione fiscale nel 2013 è stato modificato a 42,9%, livello più ragionevole ma lontano dal famoso 40%. Silvio Berlusconi tempo fa aveva detto che in tempi di crisi bisogna avere il coraggio di abbattere la pressione fiscale, ha ragione. Certo, sarebbe fantastico se poi mettesse in pratica questa frase. Le spese programmate nel documento 2010-2013 crescono cosi come crescono le entrate, comprese quelle tributarie. Cosa commentare a riguardo; se le cose saranno cosi nel 2013 (o peggio) Silvio Berlusconi non avrà fatto la rivoluzione fiscale e liberista che i suoi elettori si aspettavano dal suo governo. Non voglio cosi dire che sarà un governo pessimo o cattivo, ma semplicemente sarà un governo che non avrà attuato una politica fiscale liberista. Tutto qui, per molti può anche essere un bene. Silvio Berlusconi nel 2013, se la pressione fiscale sarà pari al 43%, probabilmente non avrà messo mani nelle tasche degli italiani, ed è già una cosa buona. Ma non sarà quel governo rivoluzionario che molti si aspettavano, e questo è un peccato. Cosa vorrei io? A parole direi ripartire dalla riforma dell'Ire portando l'aliquota al 23% per i redditi fino a 100 mila euro e del 33% per i redditi da 100 mila euro in su; abolire l'Irap; ridurre l'Ires, aumentare detrazioni e deduzioni; fiscalità privilegiata per le imprese estere e per il Sud; eliminare la tassa sul bollo dell'auto; aumentare le liberalizzazioni e le privatizzazioni in tutti i campi; eliminare province ed enti inutili; ridurre la spesa pubblica. Potrei continuare, in sintesi io vorrei un governo alla Reagan, alla Thatcher, ma è facile per me parlare. Però caro Silvio, queste due persone hanno avuto il coraggio di ridurre la presenza dello Stato nell'economia, hanno avuto il coraggio di ridurre le tasse e di rivoluzionare i loro rispettivi Paesi. Come rendere credibili le mie parole? La matematica può essermi di aiuto; basta osservare i risultati dei governi dei due summenzionati colleghi. L'ho già fatto, basta avere la pazienza di rileggere qualche post precedente del mio blog. E allora Presidente, fra 20 anni vuoi che il tuo nome possa entrare a far parte della classifica del Time dei leader e rivoluzionari più grandi al mondo oppure vuoi che fra 20 anni sarai ricordato solo perchè nel 2007 c'è stata una crisi simile a quella del 1929? A te la scelta.

mercoledì 2 dicembre 2009

Il governo degli annunci e l'opposizione delle chiacchiere

Che tristezza! Ma perchè io devo vivere in un Paese che ha dei politici di merda?Ma perchè non ho un governo normale e una opposizione normale? Partiamo da Gianfranco Fini. Ma porca miseria, se non ci fosse stato Silvio Berlusconi, Fini sarebbe ancora in un partito del 2% a fare il saluto romano! Ma dove sta la riconoscenza? Ma come si fa a militare nello stesso partito e a ridicolizzare Berlusconi davanti ad un pm, ma è possibile? Ma che razza di persona è? Se non condivide più l'amicizia e la linea di Berlusconi, è lecito cambiare idea, ma se ne andasse nell' Udc, nel Pd, ma non è accettabile che un collega di partito, che in un mondo normale dovrebbe volersi bene con il Presidente del partito, ridicolizzi il suo Presidente, quel Presidente che gli ha dato da mangiare dal 1994. La destra sociale se la sognava la Presidenza della Camera senza Berlusconi, la destra sociale se li sognava i ministeri senza Berlusconi: vergogna! Passiamo all'opposizione: mi avete scocciato con questa storia della giustizia! Ma basta! Ma anche un gatto capisce che non è normale che Berlusconi venga tartassato da parte della magistratura dal 1994! Ma è possibile che l'unico argomento che la sinistra ha contro i moderati è quello della mafia? E Craxi era ladro...e Andreotti era satana...e Berlusconi è mafioso...ma cazzo, ma non avete un programma elettorale? Ma parlate voi, che facevate parte del Partito comunista, che eravate esaltati con l'Unione Sovietica! Avete avuto la falce ed il martello fino al 1998! Ma vergogna! I vostri leader che tanto esaltate, sono stati complici di una ideologica che ha massacrato 100 milioni di persone! Ma basta! Ma finitela! Siete ridicoli...ma per favore...lasciate perdere Berlusconi, basta..proponete un programma elettorale serio..che volete fare con le tasse? Cosa pensate della giustizia? Cosa pensate della sicurezza? Cosa pensate della politica estera? Nessun italiano ha il piacere di sapere cosa il Pd pensa su questi temi! E allora basta con Berlusconi e andate a lavorare e fare proposte serie! Altrimenti perderete sempre! E infine, il governo. Ma cazzo, ma se non le fa un governo di centro destra le riforme, ma chi le deve fare, io?! Basta pure voi, meno parole e più fatti, non è più tollerabile che la gente si deve tappare il naso e votare Pdl perchè dall'altra parte c'è il vuoto, non è ammissibile. Se il governo facesse un quarto di quello che dice che farà saremmo la nazione più grande al mondo, basta con le chiacchiere, togliete l'Irap, abbassate le tasse, liberalizzate il mercato! Ma è possibile? Basta! Altrimenti andatevene a casa, ci avete scocciato con le vostre stronzate interne su Fini, sui dissidenti, ma finitela! A lavoro! Risultati, non parole, risultati, come nelle aziende. Ma cosa ce ne frega delle polemiche con Fini a noi? Non vi piace, cacciatelo! Poi la giustizia, o la fate la riforma, o non la fate. Ma basta parlare, non vi sopportiamo più! Caro governo e cara opposizione, se non siete più capaci, ma perchè non ve ne andate in vacanza per sei mesi a Montecarlo? Senza di voi, il Paese sarebbe splendido! Sveglia!