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martedì 30 marzo 2010

La grande vittoria è di Silvio Berlusconi

Che grande personaggio. Io stesso temevo il 9 a 4 per la sinistra, e invece è sceso in campo e ancora una volta ha dimostrato coraggio e lungimiranza. Addirittura Di Pietro ha ammesso la sconfitta. Un grande applauso e grande onore a Silvio Berlusconi. Ora avanti con le riforme Presidente! Che la stessa lungimirante follia possa guidarti nel riformare il Paese!

domenica 21 marzo 2010

Ultima chiamata per Berlusconi: grande mito o grande bugiardo?

Le elezioni del 28 e del 29 marzo sono molto importanti, non tanto per chi uscirà vincitore (prevedo 8 a 5 per la sinistra) quanto per il fatto che nei prossimi 3 anni non vi saranno più elezioni di peso politico significativo. Per Silvio Berlusconi ciò significa la fine della campagna elettorale permanente e l'inizio di un periodo di tempo lungo per attuare quelle riforme che il Paese chiede dal 1994, quando la speranza del liberismo ha accarezzato l'Italia. Berlusconi ai tempi si dichiarò liberista e disse di voler seguire le orme di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan. Sarebbe un'offesa alla grandezza di questi due personaggi dire che Berlusconi fino ad oggi ha attuato politiche economiche liberista paragonabili a quelle di questi due grandi signori. Questo è il punto. Fra 3 anni noi tutti saremo in grado di capire la verità su Silvio Berlusconi: in questi 3 anni di vita politica Berlusconi potrà dimostrare di avere la volontà di riformare il Paese e in questo caso tutti, anche gli elettori del centro sinistra, non potranno fare a meno di riconoscerlo: si può essere d'accordo o meno con la politica di Maggie e Ronald, ma nessuno ha mai messo in dubbio che la Thatcher e Reagan hanno rivoluzionato i loro Paesi, è scritto nei documenti delle loro riforme, è scritto nella storia. In questo caso Silvio Berlusconi farebbe una grande figura e smentirebbe tutti i suoi oppositori; la sua uscita dalla scena politica sarebbe trionfante e in questa ipotesi sarebbe ricordato non come un grande rivoluzionario, ma come il grande rivoluzionario che ha avuto il coraggio di cambiare un Paese che sembrava destinato all'immobilismo; ma un'altra scena mi preoccupa. Prendiamo in considerazione l'ipotesi che Berlusconi sia un bluff; che sia sceso in campo solo per i suoi interessi con falsi sentimenti liberisti e che fra 3 anni ci ritroviamo un Paese che non ha vissuto il sogno liberista degli Usa e del Regno Unito anni 80. Cosa succederà a quel punto alla destra italiana? Con quale faccia un ipotetico candidato si presenterebbe alle elezioni politiche? Come farebbe questo candidato a dire che l'Italia avrebbe bisogno del liberismo? Se fra 3 anni Silvio Berlusconi si dimostrerà un bluff, la sinistra trionferà facilmente alle politiche e governerà 5 anni se non di più. Se Berlusconi si dimostrerà un bluff, il centro destra dovrà passare anni di sofferenza e paradossalmente proprio Berlusconi, che attualmente è il leader indiscusso del popolo del centro destra, sarà la causa della disfatta del centro destra e del suo popolo, e per quanto mi riguarda sarà l'artefice della rovina dell'ideologia a me cara del liberismo. Silvio Berlusconi ha una grande responsabilità; non è più una questione fra lui e i comunisti, fra lui e i magistrati, e chi più ne ha più ne metta, qui è in gioco il futuro e la credibilità di una ideologia, ideologia che ritengo vitale per il nostro Paese. Ecco forse spiegato il perchè della recente defezione di Gianfranco Fini che probabilmente ha capito che è bene non identificarsi sempre con Berlusconi, perchè in caso di fallimento del governo fra 3 anni, lui potrebbe comunque uscirne fuori dicendo che si era smarcato dal populismo berlusconiano; nel caso in cui Berlusconi riuscisse per davvero a fare quelle riforme che dice che vuole fare, Fini comunque ne uscirebbe vincitore perchè appartenente allo stesso partito. Sarà davvero bello vedere come andrà a finire, Silvio Berlusconi, il più grandemito rivoluzionario della libertà in Italia o il più grande bugiardo della storia del nostro Paese? Le mezze misure non ci aiutano a rispondere a questa domanda affascinante, specialmente quando parliamo di Berlusconi, uno che le mezze misure non le conosce proprio. Silvio Berlusconi, un buono o un cattivo?

sabato 13 marzo 2010

Piazze piene e idee vuote

"UNA STRANA CAMPAGNA ELETTORALE
Piazze piene e idee vuote

La piazza e le grandi manifestazioni popolari appartengono alla democrazia e ne dimostrano la vitalità. Ma siamo davvero sicuri che la elezione di buoni amministratori regionali in un Paese desideroso di essere federale esiga due grandi raduni di massa a una settimana di distanza? Abbiamo creato le Regioni perché volevamo accorciare la distanza fra i cittadini e i loro rappresentanti.
Abbiamo modificato il titolo V della Costituzione perché volevamo che le Regioni avessero maggiori competenze. Abbiamo approvato il principio del federalismo fiscale perché vogliamo che ogni Regione sia responsabile delle proprie spese e gli elettori apprendano a scegliere rappresentanti onesti, capaci, attenti all’uso del pubblico denaro. Se queste riforme hanno un senso, le campagne elettorali dovrebbero concernere i cittadini delle singole regioni e offrire all’intero Paese un quadro aggiornato del modo in cui ciascuna di esse affronta la crisi. Vorremmo sapere, ad esempio, perché le Regioni in cui la spesa sanitaria è minore sono spesso quelle in cui i cittadini sono meglio trattati. Vorremmo conoscere i motivi per cui a spese particolarmente elevate corrisponda una cronica mancanza di servizi essenziali.
Vorremmo ascoltare la voce di candidati che spiegano ai loro elettori quale programma intendano applicare se saranno eletti. Avremo invece una grande manifestazione di centro-sinistra oggi a Roma e una grande manifestazione di centro-destra domenica prossima a Milano. Queste due manifestazioni nazionali hanno già avuto alcuni effetti perniciosi. In primo luogo hanno interamente oscurato il dibattito pre-elettorale sui contenuti delle diverse candidature. Si parla di tutto, fuorché di ciò che le Regioni hanno il diritto e il dovere di fare in materia di salute, sicurezza, occupazione, pubblica istruzione. In secondo luogo hanno rimesso indietro l’orologio della politica italiana. Il centro-sinistra scende in piazza con una formazione simile a quella dell’Unione: un cartello delle contraddizioni in cui chi rispetta e apprezza il ruolo moderatore del presidente della Repubblica sfila insieme a chi ne vorrebbe l’impeachment.
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La sinistra sembra avere dimenticato che questa alleanza di comodo fra partiti profondamente diversi fu il principale motivo della caduta del governo Prodi nel 2008. Un avversario comune non basta a creare un programma comune. Il centro-destra, dal canto suo, soffre di una stessa malattia. Mentre la sinistra si mobilita contro Berlusconi, il leader del Pdl chiama a raccolta il suo popolo contro i comunisti, i magistrati faziosi, gli occulti registi di un complotto anti-governativo. Siamo alle solite. Invece di essere invitati a scegliere fra amministratori e programmi, siamo chiamati a scegliere fra il Bene e il Male, fra la dittatura strisciante della destra e l’incurabile comunismo della sinistra. Viene naturale chiedersi se i partiti si occupino di queste cose perché non sanno occuparsi d’altro. Dicono di parlare a cittadini democratici e consapevoli, ma non chiedono un voto: chiedono un atto di fede. Anche le astensioni, in questo caso, avranno un significato.
13 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA"1.

giovedì 11 marzo 2010

La dittatura sovietica non passerà mai: dedicato a tutte le vittime dell'Urss e della Cina comunista.

"Gloria eterna all'uomo (Stalin ndr) che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità" Quotidiano L'Unità.

Il quotidiano l'Unità considera Stalin l'uomo che "più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità". Se lo stesso quotidiano definisce Berlusconi come il "dittatore a vita" (http://www.ilgiornale.it/interni/lunita_riscopre_diavolo_berlusconi/07-04-2008/articolo-id=252915-page=0-comments=6), noi siamo fieri e orgogliosi di sostenere al 100% "il dittatore a vita". In questi tristi giorni per la democrazia, a differenza de l'Unità noi consideriamo Stalin un dittatore assassino e vogliamo dedicare questo post in onore a tutte le vittime di Stalin e della ideologia comunista in Urss, nella Cina. Dedicato in generale, a tutte le vittime della folle ideologia comunista.

Unione Sovietica


Stime complessive 1917-1991
Il libro nero del comunismo: 20 milioni
Lenin: (1917-1922)
stime più basse
: 30.000-50.000 giustiziati per controrivoluzione
Robert Conquest: 200.000 esecuzioni
stime più alte:
1.860.000 esecuzioni di cui 28 di vescovi, 1.200 di preti, 6.000 di professori e insegnanti, 8.000 di dottori, 54.000 di ufficiali, 260.000 di soldati, 103.000 di ufficiali di polizia, 48.000 di poliziotti, 12.800 di lavoratori civili, 350.000 di altri intellettuali, 192.000 di operai e 815.000 di contadini (riconosciute come stime esagerate)
Guinness World Record 2005: 939.755 soldati e oltre 8 milioni di civili per la guerra civile (segnalata come la guerra civile con più morti)
Alan Bullock: 13 milioni morti per la guerra civile e per la conseguente
carestia
Stalin (1924-1953)
Deportazione dei kulaki: almeno 650.000 (260.000 morti tra il 1929 e il 1932, 390.000 tra il 1932 e il 1940)
. Bernard Bruneteau (Il secolo dei genocidi): 600.000
Altre deportazioni: da 232.000 a 4 milioni

Carestia: da 2 a 10 milioni - vedi
Holodomor ("infliggere la morte attraverso la fame")
Morti nei
gulag: da 1,6 a 39 milioni (alcuni[senza portano i morti a 70 milioni, ma tale cifra è stata smentita); Robert Conquest: 7 milioni; Anne Applebaum: oltre 2,7 milioni
Esecuzioni: da 786.098 (cifra degli archivi sovietici
[3]) a 8 milioni
Stime totali (approssimative): da 8 a 60 milioni di morti

Cina


(1861-1908): Cixi
12 milioni di morti nella repressione delle rivolte
(
1926 - 1949): Chiang Kai-shek
Rummel: 10.214.000 per democidio.
Stime dell'attuale governo cinese: 3 milioni di esecuzioni
(
1949 - 1976): Mao Zedong
Daniel Southerland: da 40 a 80 milioni
Jung Chang e Jon Halliday: 70 milioni (3 per la riforma agraria, 38 per il
Grande balzo in avanti, 27 per i laogai, 3 per la Rivoluzione Culturale)
Libro nero del comunismo: 65 milioni
Chen Yizi: da 43 a 46 milioni per il Grande balzo in avanti
Rummel: 35 milioni (di cui circa 7,5 per il Grande balzo in avanti e 7,7 per la
Rivoluzione culturale) [7]
Judith Banister: 30 milioni per il Grande balzo in avanti
John King Fairbank: da 20 a 30 milioni per il Grande balzo in avanti
Marie-Claire Bergère: 13 milioni da fonti cinesi e 16 - 28 milioni da fonti occidentali, per il Grande balzo in avanti
Daniel Chirot:: da 830.000 a 3 milioni per riforme terriere; da 20 a 40 milioni per il Grande balzo in avanti, da 1 a 20 milioni per la Rivoluzione Culturale.
Wang Weizhi: 19,5 milioni per il Grande balzo in avanti
Stime degli oppositori: da 70 a 161 milioni di morti di cui da 30 a 50 per il Grande balzo in avanti, da 15 a 30 per uccisioni e esecuzioni, da 20 a 53 nei laogai e da 5 a 20 nella Rivoluzione Culturale (Taiwan ha riferito di 37 milioni di giustiziati e 18,1 milioni morti nella Rivoluzione Culturale).

NEVER FORGET !

mercoledì 10 marzo 2010

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Caro lettore,

in questo primo anno di vita abbiamo cercato con passione e forza di volontà di difendere e trasmettere a tutti i valori della libertà. La libertà, come ci ricordano i grandi della storia, è come l'aria: quando ci sentiamo liberi quasi non ci accorgiamo della sua importanza e pensiamo che la libertà faccia parte del quotidiano. Sappiamo bene che non è cosi, la libertà va difesa giorno per giorno perchè basta poco per perderla. Questo blog non è mai stato al servizio di nessuno: abbiamo sempre espresso con chiarezza e responsabilità la nostra posizione sulla politica e sull'economia spesso criticando duramente anche i politici che si richiamano ai valori del centro destra. Se anche tu hai trovato interessante questo blog, se anche tu condividi i valori di libertà che Ronald Reagan e Margaret Thatcher ci hanno insegnato, puoi darci una mano a crescere diventando fan su facebook. Da parte nostra, l'impegno di continuare a scrivere per passione e liberamente,
Un abbraccio
Al servizio della libertà